Morì a Vicovaro (Roma) il 12 marzo in seguito ad un incidente motociclistico avvenuto in servizio: nell’affrontare una curva a bordo delle motocicletta di servizio, entrava in collisione con un autocarro morendo per le gravi ferite riportate.

Dopo la perdita dell’Africa, nel maggio 1943, gli agenti della Polizia dell’Africa Italiana parteciparono alla difesa dell’ordine pubblico, insieme alle altre Forze dell’Ordine nazionali. Centinaia di agenti parteciparono alla difesa di Roma, tra l’8 ed il 10 Settembre 1943 e in decine caddero in battaglia contro le truppe tedesche.

Con la divisione dell’Italia tra la Repubblica Sociale Italiana al nord, sotto controllo tedesco e il Regno del Sud, sotto controllo Alleato, anche la P.A.I. si trovò divisa. Il primo comandante del Corpo, generale Riccardo Maraffa, nominato responsabile delle Forze di Polizia di Roma, venne presto arrestato dai tedeschi poiché fedele alla Monarchia e deportato in Germania, dove morì in prigionia.

Nel Sud gli agenti della P.A.I. si schierarono con il Re, venendo infine assorbiti nel Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza il 15 Febbraio 1945. Al Nord invece, Mussolini ordinò l’assorbimento della P.A.I. nella Guardia Nazionale Repubblicana, l’organizzazione che nelle intenzioni del governo di Salò avrebbe dovuto inglobare anche i Carabinieri e la Milizia fascista. In pratica però molto spesso, come gli stessi Carabinieri, gli agenti della P.A.I. rimasero con uniformi, armamento e strutture gerarchiche proprie sino alla Liberazione, nell’aprile 1945.

Fonte: “PAI- POLIZIA DELL’AFRICA ITALIANA” di Raffaele Girlando, Italia Editrice 1996 – Si ringrazia l’Ispettore Capo Luigi Menna per la cortese consulenza