Autuori Gennaro ✞ 02/05/1993
- Data:02/05/1993
- Età:35
- Data di nascita:15/01/1953
- Causa:Assassinio
- Provincia:Napoli
- Corpo:Polizia di Stato
- Reparto:Questura
- Grado:Sovrintendente
- Reparto:Squadra Mobile
Venne mortalmente ferito la sera del 27 Aprile in via Medina a Napoli insieme al collega Michele Del Giudice.
I due poliziotti appartenevano alla Squadra Mobile e poco prima insieme ad altri agenti avevano bloccato alcune persone sospette e stavano procedendo ad accompagnarle in Questura con le autovetture di servizio. L’auto con il sovrintendente Autuori e l’agente Del Giudice e due fermati era rimasta per ultima, costretta a rallentare per il traffico e perdendo i contatti con le altre vetture. Di questo ne approfittò uno dei sospetti per estrarre una pistola sfuggita alla perquisizione e per fare fuoco alla testa dei due poliziotti e quindi fuggire. L’agente Del Giudice morì prima dell’arrivo dei soccorsi mentre il sovrintendente Autuori, con un proiettile nel cranio, morì il 2 Maggio in ospedale senza avere ripreso conoscenza.
I due sospetti vennero arrestati alcuni giorni dopo, a seguito di una intensa caccia all’uomo. Uno degli assassini era già stato condannato a 18 anni per un precedente omicidio, ma era stato posto agli arresti domiciliari a causa della buona condotta tenuta in carcere.
Entrambi i poliziotti assassinati erano sposati.
Il sovrintendente Autuori era padre di una bambina di 18 mesi. Autuori aveva ricevuto due promozioni per meriti di servizio. Ricevette la terza alla memoria.
Fonte: Il Mattino di Napoli










Sono Agostino Bonanni ex Sovrintendente Capo Coordinatore della Polizia di Stato attualmente in quiescenza da un paio di anni. Permettetemi di esternare tutta la rabbia che da 30 anni cova nel mio cuore, nella mia mente. Nei primi anni ’90 ho avuto l’onore di lavorare al fianco di Gennaro Autuori quando entrambi eravamo in forza al Commissariato di P.S. di Torre del Greco. Facevamo parte delle tre squadre investigative di cui l’ufficio disponeva. Nello specifico io facevo parte della squadra Falchi mentre Gennaro faceva parte di una delle altre due squadre investigative. Il 24 gennaio 1996, quando il povero Gennaro Autori e Michele Del Giudice erano già stati assassinati davanti alla questura, io e altre sette miei colleghi tutti in forza al Commissariato di P.S. di Torre del Greco e altri tre Carabinieri, venivamo tratti in arresto perché accusati da alcuni pentiti del clan Gargiulo, di far parte integrante dello stesso clan. Sull’ordinanza di custodia cautelare in carcere vi era anche il nome del povero Gennaro Autuori anch’egli accusato di aver fatto parte del clan. Egli purtroppo non fu arrestato perché non era più tra noi viventi. Sarebbe stato bello se anche lui fosse finito in carcere con noi, vuol dire che sarebbe stato tra noi viventi. L’allora questore di Napoli Ciro Lomastro, intervistato dalla stampa si illuminò vantandosi di essere riuscito a togliere le mele marce dalla Polizia di Stato, denigrando anche la memoria di Gennaro. Dopo cinque anni d’inferno e di processi, fummo tutti assolti per non aver commesso il fatto. Tutti noi riuscimmo a dimostrare la nostra innocenza e a toglierci qualche sassolino dalle scarpe, mentre Gennaro non poté fare perché non era tra noi imputati in vita. Oggi vengo a sapere che la sala riunioni della questura di Caserta è stata intestata a Gennaro e Michele e questo mi riempie il cuore. Nello stesso momento però mi chiedo se il signor questore Ciro Lomastro abbia mai chiesto scusa alla famiglia di Gennaro AUTUORI. Una cosa è certa che a noi non ci ha mai chiesto scusa così come non lo hanno fatto i capi della Polizia che si sono alternati nei 30 anni trascorsi da quel triste 24 gennaio 1996.
Caro Collega, grazie per la tua testimonianza.