Morì  il 21 Febbraio a Bogolese di Sorbolo (PR), in seguito alle ferite subite il 16 nel corso di un conflitto a fuoco con una banda di briganti che aveva assaltato un mulino. Nel corso della stessa sparatoria rimase uccisa la guardia Arcangelo Rubini.

Tra il 1858 ed il 1863 una banda di briganti terrorizzava le campagne del Parmense, rendendosi responsabile di numerosi delitti.

Nei primi giorni di febbraio del 1863 un informatore avvisò la Delegazione di P.S. di Parma che il 16 i banditi avrebbero rapinato un mulino di Bogolese di Sorbolo. Il Delegato di P.S. Fortunato Pino decise di organizzare una trappola per catturare i malviventi.

Intorno alle 19,30 del 16 Febbraio i briganti, alcuni dei quali travestiti con uniformi simili a quelle dei Carabinieri, si presentarono all’ingresso del mulino di Bogolese, asserendo di essere militari dell’Arma alla ricerca di disertori latitanti. Quando il mugnaio aprì la porta dell’edificio, i briganti estrassero le armi e fecero irruzione all’interno, minacciando il proprietario, i suoi familiari e un garzone. Il Delegato Pino decise di fare scattare la trappola e diede il segnale di intervento (un colpo di pistola esploso in aria)  ai propri uomini che uscirono allo scoperto ed intimarono la resa ai criminali i quali però reagirono aprendo il fuoco contro gli agenti. Nel corso della violenta sparatoria, durata almeno un quarto d’ora, la guardia Luigi Oppici venne colpita da un proiettile e riportò una gravissima lesione cranica. Nella sparatoria venne ucciso anche l’agente Arcangelo Rubini mentre altri tre poliziotti rimasero feriti. Probabilmente in seguito alle gravi condizioni dell’agente Oppici, i medici decisero di non spostarlo dal luogo  dove era avvenuta la sparatoria e qui il poliziotto, ospitato nell’abitazione del mugnaio vittima del tentativo di rapina, morì alle 4, 30 del 21 Febbraio.

Due dei briganti vennero feriti nel conflitto a fuoco e catturati, insieme alla maggior parte dei complici. In pochi giorni la banda fu completamente stroncata dalla Polizia.

Quasi tutti i briganti responsabili della sparatoria di Bogolese e di altri delitti vennero condannati a morte, ma nessuno di loro fu mai giustiziato poiché per la maggior parte morirono in carcere prima dell’esecuzione.

L’ultimo superstite del conflitto a fuoco, la cui condanna a morte era stata convertita nei lavori forzati a vita, morì nel 1911 all’età di 80 anni.

N.B. : il Ministero dell’Interno riporta la data del 1862. Quella qui riportata è la data storicamente accertata.

Fonte: “la Buja d’Bogles” di Daniele Fava, 2005 Edizioni PPS. Si ringraziano  l’Autore e il signor Michele Csermely per la cortese collaborazione.