D’Aquale Angelo ✞ 12/11/1946

  • Data:
    12/11/1946
  • Età:
    20
  • Provincia di nascita:
    Palermo
  • Luogo di nascita:
    Palermo
  • Grado:
    Agente Polizia Civile
  • Causa:
    Conflitto a fuoco
  • Reparto:
    Distretto Polizia Civile
  • Corpo:
    Polizia Civile della Venezia Giulia
  • Provincia:
    Trieste

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3 risposte

  1. Alessandro ha detto:

    Grazie a Nonno Giusto provo tanta ammirazione per la polizia di stato.
    Mi sarebbe piaciuto seguire le orme del nonno

  2. ANTONIO CANNISTRARO ha detto:

    Salve, sono il nipote (da parte di madre, Maria Grazia D’Aquale), del Brig. Angelo D’Aquale, padre dell’Agente di Polizia Angelo D’Aquale (per i familiari Luciano), ucciso a Trieste, il 12/11/1946.
    A tutta la famiglia è sempre risultato che il nonno Angelo sia “disperso”in guerra e non caduto a Gorizia nel maggio del 1945. Quanto è attendibile la notizia inerente mio nonno Angelo e dove sarebbe sepolto? Ringraziando per l’attenzione, porgo distinti saluti.
    Antonio Cannistraro

    • Fabrizio Gregorutti ha detto:

      Buonasera, signor Cannistraro. La prego innanzitutto di perdonarmi per il ritardo nella risposta.
      Le fonti da noi consultate parlano in effetti di “disperso” per suo zio Angelo, padre dell’agente D’Aquale. Anche se divergono per le circostanze: pagine come “laltraverità” lo danno disperso il 18 aprile 1944, altre fonti quali “il Piccolo” del 13 novemnbre 1946 lo citano come disperso dal maggio 1945, ovvero dall’ingresso dei partigiani jugoslavi in Gorizia.
      Purtroppo la mia citazione del brigadiere Angelo D’Aquale come “ucciso” è un mio errore del quale faccio ammenda nei suoi confronti e quelli della sua famiglia e che correggerò.
      In merito ai possibili luoghi di sepoltura del brigadiere D’Aquale, se egli venne in effetti rapito nella primavera del 1944 da partigiani jugoslavi o filojugoslavi, temo che venne ucciso poco dopo la cattura: con l’attività in corso delle truppe tedesche e fasciste era improbabile che i partigiani potessero portare con loro per lungo tempo un prigioniero.
      Se ha ragione invece “il Piccolo” suo zio Angelo, dopo essere stato detenuto per qualche giorno nel carcere di Gorizia, venne deportato verso est. Qui, la sorte poteva prendere purtroppo solo due strade: o venne fucilato nella selva di Tarnova, poco fuori Gorizia ed oggi in territorio sloveno e qui sepolto o infoibato (è stata ipotizzata una foiba in località Casali Nemci, della quale al momento non mi sovviene il nome sloveno) oppure morì di stenti nel campo di prigionia di Borovnica, non distante da Lubiana. Ignoro in questo caso dove il brigadiere d’aquale trovò sepoltura.

      Mi dispiace di non esserle stato d’aiuto,

      Distinti saluti,

      isp. Fabrizio Gregorutti

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