Morì in data precedente al 6 settembre, durante l’epidemia di colera che imperversò nel corso del 1867, rimanendo al proprio posto di servizio e dando prova di grande abnegazione e coraggio civile, contraendo il contagio che infine lo uccise.

Nel corso dell’epidemia la Questura di Messina subì perdite gravissime tra i funzionari e le guardie impegnate nei soccorsi agli ammalati. Oltre all’ispettore Fatigati, morirono anche gli ispettori Agresta ed Avitabile, l’applicato Pompeo e “numerose guardie”. Si ignora la cifra esatta dei deceduti tra queste ultime.

Fonte: “il Manuale del Funzionario di Pubblica Sicurezza” 1924, “Gazzetta Piemontese” del 17 Settembre 1867 che riprende una cronaca del 7 Settembre dello stesso anno.