Fu ucciso il 1° Maggio in Piazza Santa Croce a Roma, nel corso di alcuni violenti scontri con militanti anarchici.

In occasione della prima Festa dei Lavoratori indetta in Italia, i partiti appartenenti all’area della Sinistra organizzarono un comizio in Piazza Santa Croce a Roma. Dopo gli interventi di una serie di oratori, sul palco salì un uomo presentatosi come “anarchico socialista” il quale con un discorso infuocato scatenò la folla contro i militari e gli agenti del servizio d’ordine disposto dalle Autorità. Nonostante i disperati tentativi da parte degli organizzatori della manifestazione per impedire gli scontri, centinaia di persone si scatenarono contro agenti, carabinieri e soldati i quali risposero con cariche di cavalleria e colpi d’arma da fuoco. 

Durante gli scontri un anarchico sferrò una violenta coltellata alla guardia Carmelo Raco, ferendolo mortalmente.

Il sospetto venne ferito ed arrestato. Trasportato all’Ospedale di Santa Croce, l’anarchico si ritrovò nella stessa sala operatoria dove i medici stavano tentando di salvare la vita al carabiniere Pietro Duria, gravemente ferito nel corso della manifestazione. Secondo le cronache del tempo l’omicida della guardia Raco si rivolse al militare morente esclamando “Assassino, morirai! E dire che non ne ho potuto uccidere che uno!”.

Gli scontri di Piazza San Croce provocarono la morte della guardia Carmelo Raco, del carabiniere Pietro Duria e di tre manifestanti. Altre cento persone, tra uomini delle Forze dell’Ordine e manifestanti, rimasero ferite. 15 persone vennero arrestate per essere coinvolte a vario titolo negli scontri.

Carmelo Raco, originario di Molochio in provincia di Reggio Calabria, prima di arruolarsi nelle Guardie di Città aveva prestato servizio nel Regio Esercito italiano come soldato di fanteria.

Fonte “Corriere della Sera” del 2-3 e 3-4 maggio 1891