Fu ucciso dagli insorti a Misilmeri (PA), nel corso della Rivolta  del 16-22 Settembre 1866 (la cosiddetta “Rivolta del Sette e Mezzo”, così chiamata per la durata dell’insurrezione).

La guardia Angelo Sartorio, in servizio presso l’Ufficio di P.S. di Misilmeri, sfuggito alla cattura da parte dei ribelli al momento dello scoppio della rivolta, venne sorpreso il 17 settembre mentre cercava scampo nella caserma dei Carabinieri della cittadina, ignorando che questa era già stata conquistata dai rivoltosi e che i militari erano stati massacrati. Dopo essere stato rinchiuso nella chiesa della cittadina, il giorno successivo venne linciato ed ed ucciso dai rivoltosi nella via principale di Misilmeri.

La sollevazione costò la vita a 200 appartenenti alle Forze Armate e di Polizia (tra i quali 25 guardie e funzionari di PS) ed a un numero imprecisato, ma certo molto elevato di civili, molti dei quali uccisi durante la durissima repressione della rivolta da parte dei militari.

Fonte: “Il sollevamento della plebe di Palermo e del circondario del settembre 1866” di Vincenzo Maggiorani, Palermo 1866; “Sette giorni di insurrezione a Palermo” di Giacomo Pagano, Palermo 1867;  quotidiani “la Perseveranza” e “Lombardia”