Beolchi Giuseppe ✞ 20/12/2017

  • Data:
    20/12/2017
  • Età:
    45
  • Provincia di nascita:
    Lodi
  • Luogo di nascita:
    Guardamiglio
  • Grado:
    Assistente Capo
  • Causa:
    Incidente stradale
  • Provincia:
    Lodi
  • Corpo:
    Polizia di Stato
  • Reparto:
    Polizia Stradale

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2 risposte

  1. Gianmarco Calore ha detto:

    Autorizzati dall’autrice, riportiamo lo scritto che la collega Diana Fiume ha scritto in memoria di Giuseppe Beolchi. Sono parole vere, sincere, dettate da chi ha lavorato fianco a fianco con lui. La Redazione ringrazia Diana Fiume per questo suo prezioso contributo.

    Peppino è arrivato a Guardamiglio alla fine del 2012. Quando è arrivato era già una leggenda che camminava, c’erano circa diecimila storie sul suo conto e tutti i colleghi, di qualsiasi reparto, lo conoscevano. Anche i non poliziotti, la gente comune del lodigiano e del piacentino, sapevano perfettamente chi era. Non dobbiamo raccontarci niente, sappiamo che era un pasticcione. Peppino era un disastro, riusciva a fare casino nelle cose più semplici, Peppino il ritardatario, Peppino che dimenticava le cose a casa, Peppino che sbagliava i verbali. Peppino che sbroccava con la gente, Peppino che perdeva le cose, Peppino che scroccava le sigarette e non aveva mai l’accendino per accenderle. Peppino che era sempre al telefono, Peppino con lo sfondo della madonna sul telefono, Peppino che era a dieta e beveva dieci coca cola. Peppino che fregava i grissini in mensa e che non voleva fare il piantone. Peppino che ha fatto incazzare ognuno di noi almeno 100 volte a testa da quando lo conosciamo. Peppino con le dita nere perche ha preparato il nocino. Peppino che faceva le operazioni antimafia, che era la calamita dei disastri. Peppino che impiegava 4 ore per fare una cosa da dieci minuti, Peppino che cantava con me laura Pausini in macchina. Peppino con i suoi guantini tagliati da barbone, Peppino con la tuta del dopo guerra e due litri di profumo. Il Pepi, Beo, Pepp o’ verbal, Beppe, beo beo, Beowulf. Potevi chiamarlo come volevi, lui sorrideva sempre. Ogni tanto mandava qualcuno affanculo, ma poi gli passava subito. Possiamo scrivere un libro sui casini di Peppino, su quante ne ha combinate e quanto ci ha fatto ridere. Però sappiamo tutti che se avevamo bisogno, lui correva. Senza nemmeno chiederti perché. Peppino sapeva cosa voleva dire essere una squadra, lui non diceva no a nessuno. Se poteva, si faceva in quattro per te. Se gli chiedevi un rene, lui prenotava una sala e te lo dava. Peppino così buono che spesso veniva calpestato, ma non ti voltava la faccia mai. Se volevi contare su qualcuno, sapevi che Peppe c’era. Arrivava a lavoro, sempre con quel sorriso li, col suo caschetto inossidabile e la macchina sporca. E se ne andava sempre sorridente. Ora l’idea che non entrerà più in caserma col suo faccione gigante, mi spezza il Cuore… Peppino voleva venire a Guardamiglio da sempre, e alla fine, quando ce l’ha fatt, dopo 5 anni quasi giusti, a Guardamiglio ci è morto. Ma Peppino amava fare il poliziotto. E io me lo voglio ricordare così, sorridente e un po’ cazzone. Ciao Pepi, guardaci tu…. ci mancherai, a me tanto.

  2. Giulio ha detto:

    A roma, nella chiesa di s. Giuseppe in vua b. Telesio, c é una statua fi s Michele Arcangelo, proprio dove stamani o pregato per lui. S michele é in santo presente in tantissime altre chiese. Andate e pregate pure voi

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