Pappalardo Concetto ✞ 21/03/1918
- Data:21/03/1918
- Età:40
- Provincia:- in mare -
- Grado:Brigadiere
- Corpo:Corpo delle Guardie di Città
- Causa:Evento bellico
- Reparto:Ufficio di P.S.
Morì la notte del 21 marzo a causa dell’affondamento della goletta “Corriere di Ponza” sulla quale viaggiava per motivi di servizio.
Quella notte il brigadiere Pappalardo stava viaggiando sulla goletta postale che da Ponza era diretta a Gaeta poichè il giorno dopo avrebbe dovuto deporre in qualità di testimone presso il tribunale di Cassino*. Il vascello fu cannoneggiato da un sommergibile austriaco, affondando rapidamente a circa 10 miglia dalla costa.
Dei 34 passeggeri se ne salvarono 17. Il corpo del sottufficiale non fu mai ritrovato.
Concetto Pappalardo lasciò la moglie e 4 figli (di 8,6,3 e l’unico maschio di 11 mesi che diventerà poi maresciallo degli Alpini).
* alcune fonti lo indicano come in servizio di scorta detenuti per il tribunale di Cassino. Privilegiamo il telegramma trasmesso dal Prefetto di Caserta.
Fonte: si ringrazia infinitamente il sig. Pietro Frisone, nipote del Caduto, per il materiale trasmesso.















Buona sera.
Le circostanze della morte del Brigadiere Pappalardo, richiamano alla mente un tragico evento avvenuto esattamente venticinque anni dopo, con analoghe modalità e non molto lontano sulla stessa rotta: l’affondamento del “Santa Lucia”.
Era una nave che svolgeva servizio postale e passeggeri tra le isole pontine e Gaeta, proprio come il “Corriere di Ponza”.
La mattina del 24 luglio 1943, il giorno prima della caduta di Mussolini, il “Santa Lucia” era appena partito da Ventotene, quando fu attaccato da aerosiluranti britannici.
Grazie alle manovre del comandante Cosimo Simeone, riuscì ad evitare alcuni siluri lanciati, tranne uno che andò a segno.
L’esplosione spezzò in due il piroscafo che affondò rapidamente.
Non contenti del risultato, i piloti inglesi mitragliarono vigliaccamente i superstiti, ostacolando così i Ventotenesi che erano accorsi con le loro imbarcazioni per soccorrere gli sventurati.
Alla fine si contarono 65 morti, tra i quali 5 militari della Guardia di Finanza, 14 dell’Arma dei Carabinieri, oltre a quelli di altri corpi e dei civili.
Il 24 luglio di ogni anno, a Ventotene viene ricordato il tragico evento con una cerimonia, seguita dalla posa sul relitto, di una corona di fiori ad opera dei sommozzatori della Guardia Costiera e dei Carabinieri.
Va detto che secondo alcuni, l’accannimento avuto dagli aerei britannici contro il “Santa Lucia”, si spiega con il fatto che si era sparsa la voce che a bordo vi fosse niente meno che Mussolini, che come sappiamo fu deposto ed arrestato poche ore dopo.
Con cordialità.
Maurizio Bedin, Sabaudia (Latina).