Viola Mario ✞ 05/01/2000

  • Data:
    05/01/2000
  • Età:
    73
  • Reparto:
    Commissariato
  • Corpo:
    Corpo delle Guardie di P.S. (1944-1981)
  • Causa:
    Malattia dipendente da causa di servizio
  • Provincia:
    Roma
  • Grado:
    Vice Brigadiere

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6 risposte

  1. Maurizio+Bedin ha detto:

    Buona sera,

    mi sia permesso di sottolineare alcune piccole incongruenze tra il contenuto della scheda e quello dell’articolo “Il Sagrestano”:
    1) la rapina risulta essere stata sventata non dall’intervento di un maresciallo della Finanza, bensì da un funzionario ministeriale che avvertì il 113;
    2) il complice del bandito che sparò all’Appuntato Mario Viola (il “palo” era fuggito con la macchina usata per il colpo quando aveva capito che stava arrivando la Polizia), fu catturato si da un colonnello della Pubblica Sicurezza, ma non insieme al suo complice, bensì lontano dal luogo della colluttazione con l’Appuntato Viola.

    • Gianmarco Calore ha detto:

      La scheda è stata redatta sulla base delle cronache riportate in prima battuta su “Il Messaggero”. Poi, ogni giornale ci mise del suo. A mero titolo di cortesia le faccio notare che:
      1) la figura del finanziere viene citata dal primo articolo: la colluttazione non si sa se avvenne fuori dal negozio o già nel suo interno; l’allarme venne dato da un funzionario ministeriale la cui figura entrò anche nelle carte processuali;
      2) nessuno ha parlato della cattura simultanea dei due banditi: essi vennero catturati in due momenti diversi, in due luoghi diversi e da persone diverse.
      Convengo che l’articolo de “Il Messaggero” è stato scritto abbastanza alla buona, tuttavia le successive conferme di stampa e processuali hanno permesso di scrivere l’articolo citato in calce, molto più verosimile alla reale sequenza degli eventi.
      Tuttavia per il futuro suggerisco una maggiore attenzione nel confronto di dati ed eventi.

  2. Marco Ceccarelli ha detto:

    PORCEDDU UMBERTO (1973 Medaglia d’Argento)

    « Occasionalmente presente allo svolgimento di rapina ad una gioielleria effettuata a mano armata da due banditi, con generoso slancio e sommo sprezzo del pericolo, affrontava decisamente uno dei criminali tentando di ostacolare le perpetrazione della impresa delittuosa. Benché seriamente ferito al capo dall’altro complice con il calcio di una pistola, persisteva nel suo coraggioso atteggiamento di contrasto cercando di catturare uno dei banditi in fuga. Sopraggiunte altre forze di polizia, quantunque sanguinante, partecipava con esse all’inseguimento dei criminali che venivano, successivamente, tratti in arresto. Esempio di responsabile coraggio, consapevole sprezzo del pericolo e spiccato senso del dovere ».Roma, 8 giugno 1973.

  3. Marco Ceccarelli ha detto:

    Nel commento precedente ho inserito la motivazione della MAVM del ricevuta dal maresciallo “mare” della GdF in servizio presso il Comando Generale della GdF Umberto Porceddu per il suo intervento durante la rapina. Il colonnello del Corpo della Guardie di PS intervenuto in realtà era il comandante del nucleo volanti che aveva sede nella vicina via Statilia ed ha effettuato l’arresto nel parcheggio TAXI della vicina piazza Tuscolo, come testimone oculare delle ricerche immediatamente scattate ricordo oltre ai mezzi del nucleo Volanti, anche della Alfa Giulia , Guzzi V7 con targa civile ed una Fiat 500 con autista ed un agente in piedi che dal tetto aperto imbracciava Un MAB … Mai sentito parlare di un “funzionario ministeriale” semmai di carroziere e dei due fratelli titolari della vicina tintoria Berlioz che in maniera diversa avevano cercato, riuscendoci, di ritardare la fuga dei due rapinatori permettendone la cattura. Forse l’amico intervenuto dopo tanti anni ha scambiato Porceddu per un oscuro impiegato ministeriale?

  4. Marco Ceccarelli ha detto:

    La colluttazione tra Porceddu e i rapinatori era avevnuta all’interno del negozio dove il maresciallo in borghese e con la moglie era presente come cliente per acquistare un oggetto da regalare. Viola era arrivato con la Giulia del commissariato Porta San Giovanni proveniente in sirena dalla sede del commissariato allora in via Cilicia e ha intercettato il raninatore a circa 500 mt dalla gioielleria mentre per fuggire stava scavalcando il cancello della sede di zona dell’IACP. Per i non romani: la sede di Porta San Giovanni era a circa un chilometro, la casema di via Statilia a circa 400 mt, la sede della mobile ad un paio di chilometri.

  5. Marco Ceccarelli ha detto:

    Mi scuso… non c’era nessun palo … nel negozio erano entrati i due rapinatori, il terzo aspettava sull’auto ma vista la mala parata lasciava l’auto e si dirigeva a piadi al capolinea dei busa extraurbani di via Carlo Felice dove prendere il bus e tornare a casa al suo paese dei Castelli dove mettersi a letto colpito da un improvviso malore: dopo essere stato cercato inutilmente nel palazzo di Roma in via Latina angolo via della Caffarelletta veniva rintracciato dai CC nel suo letto.

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